Dopo ore ed ore di navigazione su portali sovversivi come nytimes.com, economist.com e tutte le testate internazionali manovrate dalla potentissima sinistra italiana, lo staff del governo, guidato dalla nota web analyst on. Carlucci, ha deciso che in Italia internet è come la stampa e deve quindi essere sottoposto a tutte le leggi che regolano il comportamento dei giornalisti.
Apprendo con gioia dunque di essere diventato un giornalista: niente praticantato sottopagato, niente master da 6000 euro annui, niente tesserino da pubblicista, niente esame di stato. Da blogger a giornalista per ddl va oltre i miei sogni liberal più proibiti.
Faccio per intonare con apicelliana devozione “Menomale che Silvio c’è” quando mi cade l’occhio su questo articolo e mi sorge un dubbio: ma l’on. Carlucci mi vuole davvero bene?
La risposta è chiaramente no. Stranamente infatti la nuova legge mi attribuisce tutti gli oneri e le responsabilità del giornalista di carta stampata, senza darmi però alcuno dei diritti previsti per gli adepti all’Ordine Supremo.
Ciò significa due cose:
1) non prenderò i 2.381,07 euro lordi al mese previsti dal contratto nazionale Fnsi-Fieg scrivendo su questo piccolo blog le mie parole impresse
2) non potrò più pubblicare contenuti ritenuti lesivi della reputazione o onore altrui, anzi sono obbligato a rettificare le subdole insinuazioni passate, altrimenti mi piglio una bella multa da 25 milioni di vecchie lire che pagherò in 50 anni scrivendo 800 post al minuto, se trovo qualche magnanimo datore di stage che mi paghi più di 40cents a post. Copia-incolla proibito.
So “the web is the press” dice il governo.
Tradotto: bisogna preservare il sacro duopolio raiset-mediaset. Anche su internet.
Eccosìssia
FIRMATE L’APPELLO: No alla rettifica per tutti i “siti informatici”




L’unica cosa che mi verrebbe da scrivere sarebbe un lungo turpiloquio degno della peggior osteria del porto di Genova nei confronti della on. Carlucci e dei suoi colleghi. Tuttavia, temo a questo punto che ti metterei nei guai in un futuro prossimo e che saresti poi costretto a censurare il mio commento. Sicché mi limiterò ad un semplice e quantomai ironico “meno male che Silvio c’è”.
ecco bravo, non ledere la reputazione altrui altrimenti sul prossimo volo di stato ci potresti essere tu al posto di apicella: destinazione Libia!
HAHAHAHAHA!
ancora, dopo anni, devo capire l’utilità dell’ordine…
ma parliamo piuttosto della rettifica entro le 48 ore… un colpo di genio!
L’utilità dell’ordine c’è, come c’è l’ulilità delle licenze limitate per i tassisti e tutti gli albi professionali: arricchire alcuni per affamare molti!
Seguiró il tuo blog…
…che mi sembra molto interessante.
Grazie per il commento.
http://isilenti.wordpress.com/
[...] http://lucasirianni.wordpress.com/2009/06/16/rdl-la-rete-delle-liberta/ [...]
@ willoworld and pierangelo: grazie a voi!
[...] occasione della giornata di mobilitazione dei giornalisti contro l’obbligo di rettifica, Alessandro Gilioli ha lanciato una proposta assolutamente da condividere: il primo sciopero [...]
[...] del 14 luglio, per manifestare la propria disapprovazione nei confronti della legge che intende imbavagliare l’informazione e la [...]