“Per me non c’è alcun dubbio che a suo modo le abbia amate e che aveva ragione ad amarle tutte. Nessuna si equivale, ciascuna ha qualcosa che le altre non hanno, qualcosa di unico e insostituibile” (L’uomo che amava le donne – 1977)
Lasciate aperta questa finestra con il passo di Truffaut e fatevi un giro su corriere.it, repubblica.it oppure, se avete fegato, accendete la tv e guardate come vengono rappresentate le donne nel nostro paese.
1977-2009
Riparliamone. Dice la Cortellesi.
Anni di educazione televisiva e ora di educazione governativa ci hanno propinato modelli femminili di tutto rispetto: dall’ebete maggiorata di Drive-In, alle vallete sceme di Sanremo fino ad arrivare a una nuova specie: le crociate della libertà. Ma libertà di cosa? Di starsene chiuse in casa a guardare Uomini e Donne? Di farsi eleggere al Parlamento Europeo dopo aver partecipato al Grande Fratello?
Ed eccolo. Il ministro delle Pari Opportunità. Il messaggio è fin troppo chiaro. Le pari opportunità fra uomo e donna passano dai centimetri sottratti ai vestiti nei calendari.
Concludo come avevo iniziato, con una citazione di Truffaut ma questa volta ho una dedica speciale: alle crociate della libertà.




Io sono fazioso.
Per cui, dopo 15 anni di vita in un paese nelle mani di un uomo che del parlare ha fatto il suo potere, che con le sue parole si è costruito e radicato un assoluta autorità politica (posto poi che di queste parole, il 30% si son realizzate, il 10% sono state fraintese/ritrattate/manipolate, il 60% sono rimaste tali), ho zero pretese.
Soprattutto se il sopra citato uomo afferma che dobbiamo sentire parlare le nuove eurodeputate, se il sopra citato uomo dice così, non so dove classificare la sua frase.
Anche se molto probabilmente mi affiderò al calcolo delle probabilità.
Rik
Questo uomo di cui parli ha trovato terreno fertile per imporre il suo modello culturale. Siamo una società profondamente maschilista. L’Italia non è un paese per donne e di conseguenza non è un paese per uomini. Un rapporto così squilibrato danneggia entrambi.
ricordo di averti fortemente consigliato la visione di questa straordinaria pellicola. è passato un sacco di tempo da allora e mi pare di capire che T ti sia rimasto nel cuore : ). ne vado – permettimi di dirlo – fiera perchè ritengo che T, nella sua leggerezza e spensieratezza, abbia saputo cogliere i significati più profondi delle nostre mediocri esistenze. in barba a quelli che pensano che T sia stato un impareggiabile incolto al cospetto dell’autore Godard…
la citazione è davvero in pari coi tempi moderni perchè indica la vasta eterogeneità che caratterizza il mondo delle donne. ma questo mi pare superfluo da dire. piuttosto vorrei aggiungere che il ministro delle pari disopportunità italiano non ha fatto altro che sfruttare il mal costume diffuso cioè quel meccanismo strano per cui l’”apparire” diviene la competenza più importante. se volto e il corpo del candidato sono ovunque allora certamente l’elettore idiota italiano concederò il proprio voto.
ma oggi non ho proprio voglia di essere polemica, mi limito a dirti che fra qualche giorno discuto la mia seconda tesi e, manco a farlo apposta, verte sull’argomento che tu hai trattato in questo post. e in questo momento, mentre scrivo, ho deciso che userò la citazione iniziale per… beh, sorpresa!
ti ringrazio per avermela ricordata!
un abbraccio
ch
Bè sì effettivamente non ti ringrazierò mai abbastanza per avermi iniziato a T. Anch’io penso che la sua leggerezza possa ingannare eppure è la sua forza
Poi mi devi girare la tua tesi o passarmi qualcosa mi raccomando!!! a presto!
Hai perfettamente ragione.
La colpa è non solo del modello culturale riduttivo e maschilista, ma anche del fatto che spesso e volentieri per la donna media è più facile vivere all’interno di questo modello.
La colpa è innanzitutto di noi donne. Noi che accettiamo di sembrare stupide e di nasconderci dietro ad una risatina petulante, noi che continuiamo a pensare che sia meglio fare la mamma a tempo pieno e andare in maternità alla prima settimana di gestazione, noi che ci sfiniamo di diete e di interminabili sedute dall’estetista per essere bellissime (ma non usiamo quel tempo per leggere un libro e avere cultura, o essere intelligenti), noi che ci lasciamo abindolare con le stupidaggini delle sindromi pre-mestruali, mestruali, post-mestruali, etc etc.
Diciamo che è più semplice così, più comodo, per molte.
Da tempo ormai credo che il peggior nemico delle donne, in materia di pari diritti, siano le donne stesse…
Sì, effettivamente le condizioni per cambiare questa situazione oggi, a differenza del passato, ci sono. Le donne hanno tutti i mezzi per farlo. Solo che non c’è una presa di coscienza di massa.
Io trovo infinitamente miope anche l’atteggiamento maschile. Pensare che l’uomo ci guadagni da questa situazione è assurdo. Se la donna è ridotta a macchietta pure l’uomo è vittima del maschilismo, il modello vincente è il furbetto del quartierino, donnaiolo non per desiderio ma per esibizionismo, approfittatore e spaccone da quattro soldi, duro e cinico a tutti i costi per paura di mostrarsi “una femminuccia”.
Ci guadagneremmo tutti, uomini e donne, se accettassimo di non esser così distanti.
Vi giro questo video in cui Monica Guerritore interpreta le parole di Veronica Lario: http://www.youtube.com/watch?v=Y1f5GH5dzn8
: )
http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/12346/una-tesi-su-aldani-e-curtoni/
Guerritore magnifica!
interessante… non ho letto niente di questi autori, mi consigli qualche libro in particolare?